
Valle del Senio: Casola Valsenio, Riolo Terme
Valle del Lamone: Brisighella, Faenza
Introduzione generale:
L’epoca Medioevale segna il culmine di un plurisecolare processo di avanzamento e diffusione degli abitati. Le Rationes Decimarum (decime pagate dai singoli istituti ecclesiastici alla curia romana) forniscono un quadro complessivo della situazione e informano dell’esistenza di decine di chiese rurali.
A partire dal X secolo, in seguito a una lunga serie di invasioni di popoli provenienti dal Nord, proliferano i castelli come centri del potere signorile (incastellamento) che esercitano, su base locale, un importante funzione aggregativa.
Le vicende politico-sociali e religiose che hanno caratterizzato il Medioevo sono ancora oggi testimoniate dalle rocche, le torri, i castelli con le loro pievi, diffusi un po’ ovunque. Per la maggior parte essi sono costruiti sulle asperità del territorio della Vena del Gesso, per essere più difficilmente accessibili.
La Vallata del Senio: Casola Valsenio
A partire da Castel Bolognese, lungo la vallata del fiume Senio, si snoda, la SS 306 Casolana-Riolese, che consente di valicare l’Appennino e giungere in Toscana.
Percorrendo la Valle del Senio, il viaggiatore si immerge poi nel variopinto paesaggio profumato dalle piantagioni di lavanda e delle erbe officinali sino a Casola Valsenio.
La località ha una storia antichissima documentata dai ritrovamenti archeologici, che denunciano stanziamenti umani attribuibili al VII-IV secolo A.C. Il primitivo nucleo abitato di Casola è da individuare in località Chiesa di Sopra. L'attuale stanziamento lungo la riva sinistra del fiume Senio, ebbe luogo fra il basso medioevo e gli inizi dell’età moderna, con un progressivo spostamento dell’abitato.
A circa un chilometro dall'abitato di Casola, si trova l'Abbazia di Valsenio che, al pari della vicina San Pietro in Sala, svolse un ruolo fondamentale nella storia religiosa ed economica della zona. Nel medioevo infatti i monaci benedettini, si dedicarono alla bonifica dei terreni della media vallata del Senio, favorendo l’introduzione di nuove colture, come ad esempio quella dell’ulivo.
Sul lato opposto della strada, a poche centinaia di metri di distanza dall’Abbazia, sorge il "Cardello", originariamente hospitium dell’Abbazia stessa. La documentazione non consente di datare con precisione la fondazione dell’edificio. Si ritiene tuttavia che la sua costruzione seguisse di pochi anni quella della vicina abbazia.
Sempre lungo la Casolana, ai confini con la provincia di Firenze, sorge poi la Pieve di Sant'Apollinare. L'edificio di culto, pur pesantemente rimaneggiato all’interno, ancora oggi mostra nelle forme architettoniche un legame con quel gusto definito solitamente "romanico padano".
La Vallata del Senio: Riolo Terme
A partire da Castel Bolognese, lungo la vallata del fiume Senio, si snoda, la SS 306 Casolana-Riolese, che consente di valicare l’Appennino e giungere in Toscana.
Percorrendo la Casolana, su un altopiano costeggiato dal fiume Senio, il viaggiatore incontra Riolo Terme e il suo territorio, dai riferimenti storici antichissimi (Neolitico). La sua fama è dovuta sopratutto alle acque minerali: per le loro proprietà terapeutiche furono frequentate in epoca romana e medioevale ed affollate dal periodo napoleonico in poi.
La caduta dell’Impero Romano e la conseguente crisi economica, immiserì gravemente e spopolò il territorio della Vallata. Segni di ripresa si ebbero solo a partire dal IX secolo, grazie alla attività dei frati benedettini. Ad essi risale la costruzione dell’importante Abbazia benedettina San Pietro in Sala, i cui resti si trovano ora inglobati in una casa colonica in località Laderchio.
Come gran parte degli insediamenti collinari medioevali, anche l’abitato di Riolo si stabilì sull’altopiano. La costruzione della Rocca si fa risalire al 1388, sotto il dominio dei Bolognesi.
La primLa Vallata del Lamone: Brisighella
Sulla SS 302 Faentina, seguendo il corso del fiume Lamone, si giunge a Brisighella. Si tratta di un percorso sfruttato ininterrottamente dall’antichità, il cui uso fu probabilmente incrementato nel medioevo come alternativa alla litoranea via Flaminia, per raggiungere Roma.
Le origini della cittadina sono piuttosto misteriose, ma sembra, che già al tempo dei romani esistesse a Brisighella un piccolo centro, abitato dai cavatori di gesso; la nascita dell’attuale centro abitato è tradizionalmente attribuita a Maghinardo Pagano, il più grande condottiero che la Romagna ebbe nel medioevo.
La leggenda vuole che sia stato sepolto con la tonaca "vallombrosana", cioè convertito, fatto che lo accomuna a quei grandi guerrieri che, sulla scia di Lancillotto, abbandonarono la vita terrena confortati da mistiche ispirazioni religiose. Maghinardo, in opposizione a Francesco Manfredi, avrebbe fatto erigere una torre in grossi blocchi di selenite, origine dell’attuale Rocca, posta sul colle che sovrasta l’abitato.
L’impianto del centro urbano di Brisighella è medioevale ed è caratterizzato da un’architettura civile tipicamente collinare, in cui spicca la cosiddetta "Via degli Asini" , un camminamento sopraelevato protetto da un portico, che in passato aveva una funzione di difesa sino a diventare la sede dei birocciai locali, che tenevano i loro asini nei "cameroni" del Borgo.
A pochi chilometri da Brisighella, lungo il tracciato appenninico della "Faventina", si trova la Pieve di San Giovanni in Ottavo (più comunemente conosciuta come Pieve del Thò), che una leggenda vuole costruita per volontà di Galla Placidia.
La Vallata del Lamone: Faenza
La SS 302 Faentina è un tracciato che da Ravenna conduce a Faenza, tagliando la pianura a nord della via Emilia non perpendicolarmente ad essa, seguendo l'antico percorso del fiume Lamone.
Faenza è una città di impianto romano (il nome deriva da Faventia) sviluppatasi in epoca tardorepubblicana lungo il percorso della via Emilia ed in prossimità del fiume Lamone.La città è nota per la produzione di ceramica, una fama che ha indotto ad identificare, per molti anni, la storia della maiolica italiana nella storia della maiolica faentina.
La struttura urbanistica dell'attuale centro storico ricalca sostanzialmente l'impianto romano, sebbene gli interventi posteriori abbiano in alcuni casi scompaginato la regolare griglia primitiva.
La prima pietra dell'odierna cattedrale fu posta nel 1474 per volontà del vescovo Federico Manfredi. La consacrazione dell'edificio di culto si ebbe solo dopo molti anni nel 1581.
Nell'attuale struttura urbana emergono poche vestigia dell'edilizia culturale che nel medioevo dominava il centro della città. La basilica di Santa Maria foris portam, o Santa Maria Vecchia, da molti ritenuta, erroneamente, la primitiva cattedrale della città, è il più antico edificio di culto faentino di cui si abbia notizia. Il campanile, costruito probabilmente nel X-XI secolo, costituisce, per la sua pianta ottagonale, un unicum che non ha confronti in regione e che ha portato ad ipotizzare che la struttura insista sulle murature di un precedente battistero.
La cripta della chiesa dei Santi Ippolito e Lorenzo, è quanto sopravvive di una chiesa medioevale, di cui si ignora la sicura cronologia, sostituita da un nuovo edificio fra il 1771 e il 1774.
La chiesa di Santa Maria Maddalena della Commenda, venne fondata con l'annesso Ospizio del Santo Sepolcro, forse nei primi anni del XII secolo. Di questo primitivo complesso, nato come Commenda dei Cavalieri dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, poi dei Cavalieri di Malta, restano poche tracce.