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Loggetta del Trentanove



Comune: Comune:Faenza

Indirizzo: Piazza II giugno, n.8 - Primo piano dell'attergato dell'ex palazzo Bandini-Spada

Ufficio informazioni turistiche di riferimento: I.A.T. Faenza

Testo analitico: La loggetta del Trentanove prende il nome dal plasticatore, riminese ma a lungo operante in Faenza, Antonio Trentanove, che fra il 1775 ed il 1780 eseguý quattro grandi statue in stucco, tuttora in loco, per le nicchie del porticato pensile che si costituiva il fondale (il cosiddetto "attergato") del palazzo Bandini-Rossi, costruito dal grande architetto Giuseppe Pistocchi e fortemente danneggiato con i bombardamenti del 1944, al punto da essere demolito. L'attergato con la loggia al primo piano costituisce quindi l'unica parte superstite - e anche ben conservata - di uno degli edifici neoclassici piu prestigiosi per il '700 faentino. La loggia Ŕ costituita da dieci "snelle colonne corinzie", simili a quelle interne del Teatro Masini, sempre del Pistocchi. Entro quattro nicchie stanno appunto le statue del Trentanove che simboleggiano acqua, terra, aria, fuoco.

 

Come arrivare: Trattasi di edificio privato Ŕ tuttavia molto spesso aperto al pubblico per mostre, e per iniziative culturali. La proprietaria Ŕ infatti la signora Muky, ceramista e scrittrice, che organizza ed apre spesso al pubblico la propria casa. La loggetta Ŕ comunque ben visibile anche da fuori, sopra il giardino dell'ex palazzo Bandini-Spada, sul lato sinistro di piazza II giugno.



Data ultimo aggiornamento: 19/11/2013