
Testo analitico: Castel Bolognese dal 1995 ha accolto fra le sue piazze, strade e viali alcune importanti sculture di Angelo Biancini (1911-1988), opere che hanno integrato con vigore il patrimonio già presente nei luoghi pubblici della città. Si tratta di lavori in bronzo, appartenenti ai suoi eredi e affidati al suo paese natale. Le opere che decorano e rendono preziosa Castel Bolognese rappresentano un ideale percorso attraverso la storia dell’arte di Biancini, seguendo la sua evoluzione artistica dagli anni ‘30 fino alla morte. Passeggiando per la città sarà possibile ammirare statue che si confondono fra gli alberi dei viali, opere che impreziosiscono la piazza centrale e sculture che segnano le porte d’ingresso al paese.
Si tratta di pezzi unici, prove di fusione, multipli che sono andate ad affiancarsi ad altre che negli anni si erano stratificate nell’ambiente castellano. Grazie alle numerose opere è stato realizzato un percorso artistico che coinvolge alcuni degli spazi più qualificanti del paese, come gli accessi al centro storico, la piazza e il loggiato del Municipio, la chiesa di S. Sebastiano. Le opere, principalmente sculture a tutto tondo di notevoli dimensioni, sono state collocate su appositi basamenti inseriti in piccole aiuole rialzate, corredate di verde e di propria illuminazione. Alle opere preesistenti, tra cui l’albero in bronzo del monumento allo sminatore, i derelitti del cortile del Municipio, il pannello in memoria di Armando Borghi, oggi si affiancano tante nuove opere, alcune delle quali rappresentano tappe fondamentali nel percorso dell’artista. Troviamo, solo per citarne alcune, una replica della Madre del legionario alla chiesa di San Sebastiano, opera del 1935; il Campanaro con civetta, enigmatico bronzo del 1957 collocato sulla via Emilia; il Montone, moderna scultura del 1972, presso le scuole Bassi. In piazza, insieme ad altre opere, anche una prova per il Don Minzoni del monumento di Argenta.