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Chiesa di San Giuseppe



Comune: Comune:Faenza

Indirizzo: Corso Mazzini, 92

Ufficio informazioni turistiche di riferimento: I.A.T. Faenza


Testo analitico: Nel suo genere e per la sua epoca - il neoclassico - la chiesa di San Giuseppe costituisce uno dei più importanti esempi di architettura religiosa presenti a Faenza. Fu costruita nel 1826 unitamente all'orfanotrofio dei Maschi di cui costituiva la chiesa interna. Rimasta indenne dagli eventi bellici, subì negli anni '60 una ristrutturazione con gravi alterazioni (che già allora suscitarono discussioni) dopo la fine del funzionamento dell'orfanotrofio. Il palazzo fu adibito a sede del concorso internazionale delle ceramiche e della Settimana faentina e la chiesa, nel 1967, fu spogliata degli arredi e trasformata per poterla far entrare nel percorso espositivo. Nel 1995 iniziarono i lavori di restauro scientifico, con eliminazione di tutte le superfetazioni aggiunte e la ricollocazione degli arredi e delle opere d'arte. Oggi la chiesa, per quanto non più officiata, è tornata ad essere come era in origine. Tra le opere d'arte la più importante è di gran lunga il crocefisso ligneo cinquecentesco sull'altare maggiore, di un maestro ignoto ma quasi certamente italiano, toscano o umbro, che deve aver voluto rieccheggiare l'aspetto del Crocefisso del Duomo o di quello di San Domenico, simili fra loro e già presenti a Faenza da quasi un secolo.

Per il resto la chiesa possiede due interessanti pale di autori faentini: la seicentesca "Trasfigurazione di San Paolo" di Tomaso Missiroli (primo altare a sinistra) e "Il martirio delle sante Perpetua e Felicità di Giovanni Gottardi, della fine del '700 (secondo altare a destra) e un ricco corredo di arredi, con statue in cartapesta (anche dei bravi plasticatori faentini Ballanti-Graziani) e piccoli dipinti "minori".

 

Come arrivare: Dal centro si raggiunge facilmente la chiesa percorrendo Corso Mazzini (dalla piazza in direzione ovest) fino al Palazzo delle Esposizioni. L'edificio adiacente sulla destra è la chiesa in oggetto. Sconsacrata e non più luogo di culto, è stata però interamente restaurata in senso filologico, anche con la ricollocazione dei suoi arredi originari: oggi è adibita a sala mostre autonoma o assieme al Palazzo delle Esposizioni con il quale è, anche fisicamente, collegata.



Data ultimo aggiornamento: 11/05/2009