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Oratorio Bragaldi


Fig.1:

Indirizzo: via Cairoli

Ufficio informazioni turistiche di riferimento:


L’oratorio Bragaldi venne eretto da Giovanni Damasceno Bragaldi, letterato e uomo politico, in memoria del figlio Vincenzo Vittorio, morto a 17 anni il 27 maggio 1817. Il Bragaldi possedeva una villa in campagna (demolita all’inizio del ‘900), detta Pantalupa, e, proprio nelle sue vicinanze, in un fondo allora chiamato Calamello, fece costruire il tempietto. Attorno ad esso nacque un bellissimo parco dove il politico-letterato si recava spesso a far visita alla tomba del figlio. All'esterno l’oratorio si presenta neoclassico, con colonne di ordine corinzio sovrastate da capitelli dorici; l'interno è in stile impero. Fu progettato dall'architetto Filippo Antolini e costruito dai fratelli Gaetano ed Antonio Petroncini di Faenza, noti capimastri nell'arte muraria. Le decorazioni di stucco nell'interno sono dei Ballanti (i Graziani) di Faenza. La facciata, orientata a sud, è formata da un atrio, sorretto da due colonne. Nell'interno, sopra la porta, è collocato lo stemma Bragaldi. Il tempietto, dedicato a S. Giuseppe, misura m. 7,50x4, ed egualmente vasto è il sepolcreto, costruito a guisa di cripta; per la sua costruzione si spesero tremila scudi. Fu aperto al culto il 15 novembre 1822, giorno del cinquantanovesimo compleanno di G. D. Bragaldi. Le salme di Vincenzo Vittorio Bragaldi e di Anna Rossetti, sua madre, furono levate dal pubblico cimitero il 27 gennaio 1826 e trasportate nella cripta del tempietto col permesso del card. Antonio Rusconi; tre anni dopo vi ebbe sepoltura Giovanni Damasceno Bragaldi, morto il 17 febbraio 1829 a 65 anni.L'oratorio Bragaldi, oggi inserito nel parco della villa Centonara, negli anni ’20 fu fatto restaurare dalla N. D. Maddalena Gottarelli, la quale lo destinò a sepoltura dei suoi antenati e del padre.

 
Come arrivare: E’ inserito nel parco della villa Centonara, raggiungibile dal viale della stazione.



Data ultimo aggiornamento: 6/08/2008