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Ceramica Artistica


Fig.1: Ceramica

Comune: Comune:Faenza
Ufficio informazioni turistiche di riferimento: I.A.T. Faenza

Tecniche tipiche: La ceramica faentina per eccellenza è la maiolica, che si realizza rivestendo l'oggetto in biscotto (ovvero l'argilla foggiata e sottoposta a cottura alla temperatura di 950 gradi circa) con uno smalto bianco vetroso a base di stagno detto appunto maiolica. Questo rivestimento sostiene e valorizza la decorazione che viene realizzata applicando con il pennello dei colori a base di ossidi metallici. La seconda cottura a circa 950 gradi rende l'oggetto lucido e impermeabile.
Nel territorio faentino la produzione di ceramica è ancor oggi un fenomeno artigianale caratterizzato essenzialmente da botteghe di artigianato artistico-storico. La ceramica di Faenza ripropone oggi una diversificata e qualificata produzione di oggetti fatti a mano, d'uso e ornamentali, complementi d'arredo, design, opere scultoree e d'Arte Contemporanea. Una targa ovale decorata con un disegno che rappresenta la stretta fra due mani, ispirato alle coppe amatorie rinascimentali, è posta all'esterno delle diverse botteghe artigiane di Faenza
Gli stili decorativi attualmente più diffusi si ispirano a motivi antichi per conoscere i quali una visita al Museo Internazionale delle Ceramiche è fondamentale. In sintesi possiamo individuare nel periodo mediovale la produzione di maiolica di stile Arcaico con la prevalenza dei colori verde e bruno su oggetti di uso quotidiano come ciotole e boccali. Nel '400 e all'inizio del '500 si sviluppa lo stile cosiddetto Severo suddiviso nelle tipologie "zaffera a rilievo", "italo-moresco", "foglia accartocciata", "palmetta persiana" e "penna di pavone". Durante il periodo rinascimentale i piatti, ormai solo ad uso ornamentale, decorati con le "belle donne" e con lo stile "istoriato" dimostrano il grado di maestria raggiunto dagli artigiani faentini. Ma è con la produzione delle maioliche "bianche" a stile "compendiario" che dalla metà del '500 in poi Faenza raggiunge un periodo di fama indiscussa. In questo periodo i manufatti sono caratterizzati da una maiolica bianchissima e lucente, dalla grande raffinatezza delle forme, sempre più ricercate, e dalla decorazione schizzata. La produzione del '700 è legata alla moda europea, al gusto per le cineserie e all'innovazione introdotta dalla tecnica del "piccolo fuoco". Si realizzano soprattutto pregevoli servizi da tavola per famiglie nobili. I decori tipici di fine '700 e inizio '800 sono le "rovine", il "tralcio di vite", la "ghianda" e soprattutto il "garofano" che rimane tuttora uno dei motivi decorativi più noti di Faenza.
L'800, infine, è rappresentato sia dalla pittura su ceramica a imitazione di quella su tela, sia dal revival del vasellame rinascimentale soprattutto attraverso la realizzazione di vasi decorati "a raffaellesche".
Un'importante struttura che opera nel settore della ceramica è l'Ente Ceramica Faenza che , fondato nel 1977, si propone come riferimento per i ceramisti, allo scopo di promuovere e valorizzare la ceramica faentina. L'ente organizza, tra l'altro diverse iniziative.

 
Zona di produzione: Faenza

Origini storiche: Faenza, per la natura del terreno ricco di argilla atta alla foggiatura e per la posizione geografica che la rendeva punto d'incontro tra la cultura padana e quella toscana, divenne un centro ceramico di primo piano sin dal Medioevo, in particolare per la produzione di maiolica.
Dopo la fase medioevale denominata arcaica, nel '500 si assiste alla nascita del filone decorativo caratteristico del periodo rinascimentale detto "istoriato" per il suo gusto narrativo.
La produzione faentina conosce poi un momento di particolare splendore poco dopo la meta del XVI secolo con la produzione dei "bianchi" di stile "compendiario". La fama di questi prodotti fu tale che la maiolica venne conosciuta nel mondo con il nome di faience.
Alla fine del '600 la Fabbrica dei conti Ferniani diviene centro propulsore di nuovi stili e tecnologie, come la tecnica del "piccolo fuoco". Verso la fine del secolo sui servizi da tavola appaioni nuovi decori che rivelano il passaggio al gusto neoclassico.
Nel XIX secolo vengono invece recuperate le tecniche e i temi classici delle maioliche faentine del '500.


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Data ultimo aggiornamento: 15/06/2009